hornby, salinger, il post più lungo di tutti i tempi e qualcuno dei motivi per cui sono viva

-nel primo pomeriggio di ieri leggo di un evento previsto per le sei e mezza. nick hornby allo spazio krizia. è un evento a inviti, forse, non si capisce. ho un deja-vu. chi se ne frega se è a inviti, il modo di entrare lo trovo.
-alle sei e mezza sono davanti allo spazio krizia. siamo in tanti, quasi tutti senza invito. non so se per qualcuno significa qualcosa, ma lì dentro c'è nick hornby. io, per dire, ci ho passato l'estate insieme. scrivevo sul letto, da una parte lui, dall'altra salinger.
-alle sei e mezza sono davanti allo spazio krizia. siamo in tanti, quasi tutti senza invito. piccole quotidiane vittorie della mitologia sul culo pesante.
-non so se per qualcuno significa qualcosa, ma lì dentro c'è nick hornby. io, per dire, ci ho passato l'estate insieme. scrivevo sul letto, da una parte lui, dall'altra salinger. strani maestri, per un libro sull'amore romantico. c'è questo passo di franny e zooey, all'inizio della seconda parte, in cui zooey contesta a buddy, che scrive, la scelta dei temi. spiritualità laica, relazioni familiari, utilità dell'arte. sei pesante, dice zooey, mai che parli d'amore. strano, pensa buddy, a me non sembra di aver mai scritto una riga che non fosse d'amore.
-la prima cosa che ti viene in mente guardando nick hornby è che è solido. testa tonda, basso, tarchiato, la faccia e la voce di uno con cui parleresti per ore. è invecchiato bene, deve aver preso due o tre decisioni giuste, nella vita. o magari l'ha salvato il saper ridere di sé stesso, chi lo sa.
-gli viene chiesto di parlare del tempo che passa. proteste del pubblico ventenne. lui sorride. parla dell'arsenal, mette l'allenatore wenger tra le più grandi menti d'inghilterra. applausi e risate. prosegue citando le sue fonti, dice di essere venuto su a televisione, calcio e fumetti, e che nessuno dovrebbe mai dimenticarsi da dove è venuto, o qual è il suo posto nel mondo.
-si finisce a parlare di nerd, che strano. lui fa un esempio bellissimo. dice che certi suoi amici possiedono seicento cd di bob dylan, tra discografia ufficiale, bootleg e compagnia bella. più di quanti una persona normale ne possieda in tutto, specifica. (persone normali? seicento cd? sorrido).
-dicevo che fa un esempio bellissimo, o meglio, si pone una domanda bellissima. ma se un giorno la moglie di uno di questi amici dovesse tornare a casa e dirgli, sai, ho conosciuto bob dylan, dice che vuol venire a letto con me. lui cercherebbe di fermarla, o la incoraggerebbe ad andarci a letto per diventare in qualche modo parte della vita di bob dylan?
-non è una domanda, è un paradigma di esistenza. sul serio. pensateci.
-il protagonista del nuovo libro di nick hornby è un quarantenne sposato che idolatra un musicista scomparso da anni. ovviamente sua moglie si sente trascurata, eccetera eccetera. l'intervistatrice se ne frega. chiede a hornby se pensava a salinger, mentre scriveva. salinger, per la cronaca, è sparito dal 1974, anno in cui ha rilasciato la sua ultima intervista al new york times.
-di nuovo hornby non risponde, tanto non se ne accorge nessuno. si mette a raccontare una cosa su salinger, invece. dice che quando pensa a salinger gli viene in mente quella foto che gli hanno fatto qualche tempo fa fuori da un supermercato. mi ha fatto pena, dice, sembrava indifeso, terrorizzato. ho anche pensato che magari quello nella foto era un vecchio qualunque. come fai, dopo tutti quegli anni, a essere sicuro che sia proprio lui?
-ha ancora una cosa da dire, prima di chiudere con salinger. là fuori è pieno di gente che aspetta il romanzo da due milioni di parole che dicono che stia scrivendo da quando è sparito. sorride e cambia argomento.
-massacro e vivisezione sorridente del più grande autore di tutti i tempi, sotto gli occhi di un'intera, distratta, platea.
-per un attimo ho provato il desiderio di strozzarlo. prima di tutto perché è vero, salinger è un cazzo di eremita, e questa cosa in qualche modo manda ai matti anche me. poi per quella frase sull'attesa del romanzo scritto in tutti questi anni, colpita e affondata, io che prendo per il culo gli orfani di kurt cobain. infine per aver descritto salinger come un vecchio spaventato, anonimo, che va a fare la spesa di nascosto: massacro dell'idolatria. perfetto.
-ha avuto ragione tre volte. per questo ho provato il desiderio di strozzarlo.
-subito dopo mi sono venute in mente tre cose. la prima: salinger non si è suicidato. ha lasciato la scena dopo aver finito la sua esibizione, e già che c'era tanto per chiarire il concetto ha tolto le sue opere dalle mani del mondo. nessuno può trarne film o spettacoli, nessuno può scriverne prequel o sequel. ci vogliono quattro paia di coglioni, a mio parere, per chiudere in quel modo quel tipo di cerchio.
-la seconda. nick hornby, il militante, colui che è rimasto, si diverte a sezionare pubblicamente il vecchio salinger. sulla cui figura, a quanto pare, ha scritto un libro, e intorno a cui si dilunga, senza che gli sia stato chiesto, durante le interviste. ora, qualcuno potrebbe far notare a nick hornby che un attacco ingiustificato nasce spesso dal bisogno di giustificarsi; cosa che nessuno, né il pubblico né salinger, gli ha poi chiesto di fare.
-la terza. una volta salinger ha scritto, il desiderio che ha uno scrittore dell'oscurità e dell'anonimato è la seconda dote più importante che gli è stata concessa. salinger è rimasto coerente al suo credo; motivo per cui le parole di hornby, per quanto vere, non possono toccarlo. il suo silenzio non solo conferma la sua integrità, ma consegna ai posteri una verità meravigliosa: non rispondere alle provocazioni fa apparire stupido chi ha provocato.
-mi si è rilassata la pancia, da lì in poi. ho potuto sorridere.
-dopo l'intervista nick hornby si è fermato per quasi due ore. ha firmato libri, ha parlato con la gente, si è preso in faccia i flash di almeno un centinaio di foto. ha avuto un sorriso per tutti, non ha detto di no a nessuno. gli ho chiesto un augurio per i prossimi due libri, me l'ha scritto sul quaderno che vedete lì sopra. l'ho abbracciato forte. dubito che lo dimenticherò mai.
-il resto della sera mi sono ubriacata di passito. tornata a casa ho cercato due cose su internet: la vita di salinger e quella di hornby. mi ero fatta l'idea che hornby fosse sposato da anni, e che vivesse con sua moglie in una cittadina inglese, di quelle che finiscono per ipsilon, magari con due figli, il maschio grande e la femmina piccola. salinger invece immaginavo non si fosse sposato mai, o magari una volta sola ma infelicemente; figli ero sicura che non ne avesse avuti, non ce li vedevo proprio, in quel suo isolamento.
-ho cercato prima nick hornby. è nato cinquantadue anni fa sotto il segno dell'ariete. ha comprato casa nel nord di londra vicino a dove si allena l'arsenal. è quanto si sa di lui. non si sa se è sposato, se è fidanzato, se ha figli. è gay? non mi pare, ma chi può dirlo. non è quello il punto, comunque.
-ho cercato salinger. è nato novant'anni fa sotto il segno del capricorno. ha vissuto a new york fino al '53, poi si è spostato nel new hampshire. ha avuto una relazione con la figlia di eugene o'neill, che poi l'ha mollato per mettersi con chaplin; anni dopo, quando lei l'ha sposato, l'ha derisa pubblicamente dando a chaplin del vecchio. è stato uno dei primi soldati americani a entrare in un campo di concentramento liberato; in germania ha conosciuto una tedesca, l'ha sposata e l'ha portata a vivere in america, ma otto mesi dopo lei è tornata in germania. a trentasei anni ha sposato una studentessa, claire, con cui ha avuto due figli, margaret e matt; pare che margaret fosse spesso malata, ma che salinger rifiutasse di farla curare perché seguiva i dettami della chiesa scientista. in seguito claire ha confessato a margaret di aver meditato di ucciderla e di suicidarsi; alla fine, più semplicemente, ha chiesto il divorzio. passati i cinquant'anni salinger ci ha riprovato: si è portato in casa una diciottenne che scriveva su seventeen, l'equivalente americano del cioè. si sono separati dieci mesi dopo, lei voleva un figlio, lui non più. a settant'anni ha sposato un'altra o'neill, nessuna parentela, quarant'anni più giovane; secondo margaret hanno anche provato ad avere un figlio, magari era geloso di chaplin, chi lo sa.
-su wikipedia, alla voce salinger, trovate chilometri di altra merda su di lui. leggetela per conto vostro, se ne avete voglia. a me è passata.
-ci ho messo quasi nove ore a scrivere questo post. per quel che vale, è la cosa più bella che ho scritto. sicuramente quella che mi è costata di più. ora vado a farmi un bagno, e cerco di spegnere la testa.
ghost track:
-hi, someone told me to tell you that high fidelity ruined his life.
-oh, crap. but that's not a bad thing is it.